Villois e Giordano: la “Granda” scende in pista

Da bravi cuneesi tosti hanno impiegato un attimo a fidarsi l’uno dell’altro. È bastato guardarsi negli occhi un attimo per capire che potevano avere fiducia uno dell’altro e creare un solido rapporto. Loro sono Chicco Villois, il team manager di Savigliano che mette in pista le poderose Aston Martin DBRS9, per i colori del Villois Racing, e Matteo Giordano, ventinovenne talento naturale della guida da Passatore alle porte di Cuneo. Il primo incontro in un test sulla pista di Franciacorta (BS) nella primavera scorsa. Appena seduto al volante Matteo Giordano ha capito di essere nel salotto di casa sua, seduto nella sua poltrona preferita. Un giro dopo l’altro, senza esagerare, perché la DBRS9 doveva essere guidata anche da altri piloti e non poteva essere minimamente strapazzata o rovinata. Ma la lancetta del cronometro scorreva sempre più veloce per poter stare dietro alle tornate di Matteo Giordano. E Chicco Villois ai box che capiva, mentre dopo metro, che il suo quasi concittadino era uno da tenere d’occhio e da far saltare in gara alla prima occasione. E l’occasione è arrivata a fine settembre. Si libera un sedile sulla seconda Aston Martin e Giordano non impiega molto a buttare casco, tuta e forse due stracci in valigia per volare a Brands Hatch, una delle piste più veloci, affascinanti e terribili del panorama mondiale. Ancora una volta Giordano porta la vettura ad un soffio dal limite, ma senza rovinarla. È così che bisogna correre in queste gare del GT Open quando si divide l’abitacolo ed anche il co-equipier ha il diritto di mettersi al volante. E se poi non riesce a disputare la seconda manche Giordano non ne fa una tragedia. Parla con i tecnici ed il team manager, poi con la stampa si sofferma su quanto sia stata affascinante questa esperienza su una delle più belle piste del mondo. E due settimane dopo è già Monza e questa volta Matteo Giordano ci dà dentro, vola sui rettilinei che portano a curve famose in tutto il mondo che si chiamano “Parabolica” “Lesmo” ed “Ascari”. La telemetria segna la precisione dei cambi ed una velocità massima di 278 km/h, un gran bel viaggiare. Ancora una volta ci sono solo sorrisi e strette di mano. “La gara di Monza è stata un’esperienza fantastica; ho capito molto della guida in pista e mi sono divertito moltissimo” commenta Giordano che con maggiore confidenza riesce ad ottenere prestazioni sempre più significative. Il sodalizio stagionale fra il saviglianese Chicco Villois ed il cuneese Matteo Giordano per il momento termina qui. In Portogallo sull’Aston Martin DBRS9, nell’ultima gara del GT Open, tornerà il pilota titolare. Ma i due si sono conosciuti a fondo. Se da un lato Giordano ha scoperto il piacere di lavorare con un team piccolo, ma estremamente professionale come quello di Villois, il team manager ha trovato un pilota serio, veloce e soprattutto molto affidabile, in grado di portare nei cieli stellati sulla DBRS9. “Chissà….” Commenta Matteo Giordano “forse il prossimo anno sposterò i miei interessi dai rally alla pista. Ne ho già parlato con i vertici della Zerosette Racing che mi hanno supportato nella stagione rallistica nonché a Brands Hatch e Monza. Ora non resta che pianificare la prossima stagione, nel frattempo continuo a tenermi in contatto con Chicco Villois…”. (8 ott.)

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