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Ci ha
lasciato Valter Leverone
Ci ha lasciato l’amico Valter
Leverone, stroncato nei giorni scorsi da una breve ma
terribile malattia. Aveva compiuto da poco sessantasei anni e si
trovava a Salvador Bahia, in Brasile, dove si era ritirato dallo
scorso settembre con l’intenzione di godersi laggiù la
meritata pensione, in un luogo dove lui “stava bene” e dove
sperava di poter, in futuro, ospitare i suoi innumerevoli amici.
(3 mar.)
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Ciao,
maestro!
Ciao, maestro! Ti ricordi
quando ci siamo conosciuti? Giorno più giorno meno, circa
trentanni fa, in uno di quei sontuosi incontri a Terrazza Martini
con l’allora formidabile squadra corse della Lancia. Eravamo i
soli, all’epoca, a scrivere di automobilismo sportivo in una
Genova che già allora giornalisticamente viveva di calcio,
pallanuoto, basket, atletica, ciclismo e di altri sport vari e
che guardava con diffidenza quelli che, correndo in macchina,
producevano solo rumore ed inquinamento. Ma la nostra passione
era tanta che raccogliemmo la sfida decidendo di continuare a
dare voce a coloro che, con le loro prestazioni, ci regalavano
sensazioni bellissime. Penso che la nostra amicizia – la cosa
migliore che mi hanno regalato trentanni di professione
giornalistica – sia nata proprio così, alimentata dalla nostra
maledetta passionaccia, e si sia cimentata nel tempo con tutte le
esperienze, anche non professionali, che abbiamo condiviso.
Ciao, maestro! Certo che di
cose insieme ne abbiamo fatte davvero tante. Quanti rally abbiamo
seguito insieme? Sicuramente centinaia. E quanti uffici stampa
abbiamo curato? I primi rally della Lanterna, i gp genovesi di
karting, i formula rally di Arma di Taggia e il rally Valli del
Bormida, nostro fiore all’occhiello, al quale ci siamo sempre
dedicati in maniera particolare, perchè entrambi avevamo la
sensazione di lavorare per un gruppo che era – ed è tuttora -
simile a noi, amava la sfida per pura passione. E questo portale?
Io l’ho buttato giù in maniera amatoriale e tu sei stato
subito pronto a buttartici dentro con l’entusiasmo per le novità,
tipico della tua persona, e ad animarlo e promuoverlo. Anche
questa, se vogliamo, è stata una sfida…
Ciao, maestro! Arrabbiati
quanto vuoi ma io continuo a chiamarti così. E’ vero, un po’
ti sfottevo bonariamente ma un fondo di verità c’era: qualcosa
mi insegnavi, sempre. Non come un docente quanto piuttosto come
un fratello maggiore. Sempre pronto a ragionare, a confrontarsi e
a consigliarti nella maniera più opportuna. Ripercorro tutto il
tempo che abbiamo trascorso e mi rendo conto che, tra noi, non
c’è mai stato un diverbio, un minimo dissidio che potesse in
qualche modo urtare la nostra amicizia. Eppure di verità, anche
scomode, ce ne siamo dette tante, sempre con franchezza e
guardandoci negli occhi. Ma l’abbiamo sempre accettate
reciprocamente, perché sapevamo che erano sincere e che venivano
dal profondo di noi stessi.
Ciao, maestro! E ora con chi mi
guardo dentro? Con chi confronto i miei pensieri? Con chi
condivido le mie sensazioni? Con chi interpreto uno sguardo? Con
chi valuto i tempi delle prove speciali? Con chi realizzo le
opportunità dei vari piloti? Mi guardo intorno e mi rendo conto
che la distanza tra Genova e il Brasile è irrisoria in confronto
a quella che già ci separa da qualche giorno. Avevi un sogno,
eri arrivato ad un passo dal realizzarlo: un destino davvero
beffardo te lo ha infranto in un attimo. Da amico, spero solo
che, almeno nella tua nuova vita, tu possa ricrearlo e,
meritatamente, godertelo.
Ciao, maestro! Ciao per sempre! Emy
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Valter, nel 2000, a
sinistra con Villa, Barchi e Noberasco.

Valter, nel 2005, in
versione pilota.

Valter, nel 2005,
seminascosto al lavoro. |
Il ricordo
degli amici
Gabriele Noberasco - Caro Emilio, ci sono rimasto male,
non sapevo che fosse andato in Brasile e qualche dubbio di un
cambiamento l'avevo avuto quando non l'ho sentito l'anno scorso
dopo il San Remo storico, lui che aveva con me sempre
"penato" per la pochezza dei miei risultati in una gara
che entrambi amavamo moltissimo. L'orologio gira ed ogni tanto si
perdono dei pezzi del tuo vissuto, è inquietante perché sei
spesso, come in questo caso, preso alla sprovvista, con
Walter
come ben sai ho avuto un rapporto speciale, la Genevosità, il
piacere di poter essere una alternativa nello scrivere del forte
pilota Genovese con una alternativa dislocata nel ponente gli è
molto piaciuta ed io ne ho spesso goduto. Oggi ho incontrato a
Ginevra un po’ di persone del nostro ambiente: Cavicchi, Berro,
Dell'Erba, tutti lo sapevano e tutti hanno commentato con
sorpresa la notizia. Un abbraccio. Gabriele Noberasco (4 mar.)
Gianni Cogni
- “Valter Leverone da York”: chiudeva così nel 1982 i suoi
pezzi che dettava al giornale dal Rac Rally mondiale via
telefono, come allora si usava (oddio, quanto tempo è passato,
come tanto è cambiato!). Per me è sempre rimasto ‘Valter
Leverone da York’. Così non mancavo mai di salutarlo ad ogni
incontro in questi 25 anni di una conoscenza che ho l’orgoglio
di chiamare amicizia. Allora lui era il già ben noto Valter
Leverone, giornalista vero - anche se non il suo unico impegno -
ed appassionato genuino, capace sempre di dare un’occhiata
anche ben più in basso del podio, dove si trova la linfa vitale
dello sport che amava, e che aveva la voglia e la forza di non
lasciare in un angolo come tanti altri. Un ruolo, il giornalista
part-time, ed una predisposizione mentale che condividevo e che
mi ha aiutato a rafforzare. In quel lontano 1982 io ero solo alle
prime armi, al debutto assoluto fuori d’Italia e per di più in
una gara mondiale che ricorderò sempre per tre cose. Il verde
infinito dell’Inghilterra con gli scoiattoli che guizzavano
persino all’interno dell’albergo. L’emozione di parlare con
i miei idoli, ad iniziare da Toivonen ed Alen. L’affettuosa
attenzione di Valter, come sempre attento a chi si trovava in
difficoltà – e io lo ero – che mi aiutato a superare quel
battesimo del fuoco. Tante gare da colleghi, tante discussioni da
appassionati di rally e da amici (ah, le ‘risse’ su quel suo
basilico di Genova a suo dire impareggiabile per il pesto!),
anche se le occasioni di essere insieme si sono fatte via via più
rade. Sino allo scorso Rally della Lanterna quando mi ha
comunicato la sua scelta di vita: addio all’Italia per
andarsene in Brasile. In fondo il nostro addio è stato allora,
sul lungomare di Genova. Anche se solo adesso mi devo arrendere
al fatto che è stato veramente un addio. Che mi riempie di
tristezza. Grazie Valter. Grazie di tutto.
Gianni Cogni
(4 mar.)
Fulvio Solms
- Gran brutta mail, di quelle che non si dovrebbero mai
ricevere. Ma ti ringrazio di avermi informato. E' un grande
dolore per me, perché gli volevo bene anche se non ci vedevamo,
davvero, da anni. I contatti telefonici erano tornati a farsi
regolari con l'operazione al cuore e poi con il suo trasferimento
in Brasile. Quelli che muoiono son sempre buoni belli e bravi.
Beh,
Walter
buono lo era davvero, profondamente. Spero che abbia conosciuto
in questi ultimi mesi, lì in Brasile, schegge di felicità. Era
il minimo che meritasse. Lo porterò nei miei ricordi e spero che
l'attività motoristica ligure riesca a tenere vivo il suo nome.
Io, se me ne darai l'occasione, farò la mia parte. Un abbraccio,
Fulvio Solms
(4 mar.)
Roberto Barchi - Se ne è andato in punta di piedi, come
in punta di piedi arrivava a fine prova con il suo taccuino. Lui,
sempre modesto, mai in cerca di protagonismo, nonostante la sua
esperienza e le testate che rappresentava, ma sincero nei
commenti, ti metteva a tuo agio anche quando i tempi non
arrivavano.E' ancora fresco il ricordo di quando veniva lì da
me, dal finestrino e mi guardava stando zitto: io cercavo il suo
sguardo e già capivo se mi doveva fare i complimenti o se mi
doveva rimproverare. Mi ha sempre seguito con affetto e simpatia
fin da quando ho iniziato come copilota, dispensandomi consigli e
a volte qualche tirata d'orecchie, poi quando sono passato alla
guida e ho colto un risultato importante al Bobbio di qualche
anno fa mi dedicò un articolo intitolandolo "L'eroe della
giornata". Sappi, caro Valter, che quell'articolo lo
conserverò con cura in ricordo della nostra grande amicizia e
stima reciproca, mai venuta meno, neppure quando ti ho venduto
quella Stilo di un verde inguardabile che si rompeva sempre! Mi
mancherai, non sai quanto. Roberto Barchi (4 mar.)
Stefano Romeo - Ciao Emilio, ho saputo
sabato della scomparsa di Valter entrando in sala stampa a Celle
dove Mauro mi ha comunicato la tragica notizia. E' stato come un
pugno nello stomaco, le ultime notizie che avevo avuto sulla
salute di Valter mi erano parse confortanti, ma evidentemente la
realtà era ben diversa. Ci ha lasciato un amico - perché tale
lo poteva considerare chiunque lo avesse soltanto conosciuto - un
uomo che ha condiviso da sempre la nostra stessa passione con la
serietà e l'impegno che lo ha reso insostituibile. Purtroppo ora
non c'è più, le gare si ripeteranno, si andrà avanti lo
stesso, lo si ricorderà con qualche trofeo o iniziativa -
lodevole ed importante per perpetrarne la memoria - ma per te so
che i rallyes non saranno più gli stessi perché il tuo caro
amico non sarà più al tuo fianco. Ti sono vicino. Stefano. (4
mar.)
Raffaele Caliro - Ciao Emilio, purtroppo ho
saputo mentre ero alle verifiche di Celle Ligure: cosa devo dire,
scioccato! Lo dimostra il
fatto che uno dei primi inviti alla cena di gennaio della mia
scuderia era per lui, poi da morazzano ho saputo che non era più
in Italia, ti basti questo! Per me una perdita grande: ricordo
con lui i miei sfoghi, agli inizi della mia carriera, ed anche i
consigli che bonariamente mi dava. Per me ha fatto tanto, come te
e Cesare Rosso, gente che all'inizio, senza esserlo, mi fece
diventare personaggio! Ho perso un grande amico. Ciao. Raffaele
Caliro (4 mar.)
Claudio
Morazzano
- Un comunicato da parte di Mauro Allemani (ufficio stampa Rally
della Riviera) e sono venuto a conoscenza della scomparsa di una
persona speciale: Valter Leverone. A volte un po’ burbero e un
po’ critico, sempre arguto, ironico e soprattutto leale. Un
maestro in tutto. Ogni qualvolta che desideravi avere un
consiglio, non facevi in tempo ad esporgli il problema, lui te lo
aveva risolto e concludeva il tutto con una battuta ironica.
Ricordo ancora come fosse ieri, eravamo all’ultimo Rally della
Valpolcevera a luglio, si stava riprendendo dopo il delicato
intervento chirurgico al cuore ed era felice di andare in pianta
quasi stabile in Brasile. Mi parlava di luoghi insoliti ideali e
tranquilli per godersi una pensione consona al suo modo di vivere
e che sarebbe tornato a Genova, magari due volte l’anno per
ritrovare i suoi amici, la sua amata sorella e la “vecchia”
Alfa Romeo GTV. Gli dissi che aveva due grossi difetti: essere
sampdoriano e circolare con quel catorcio. Il destino, purtroppo
molto spesso, a volte non la pensa come noi e così oggi sto
scrivendo queste confuse righe. Confuse perché tutto questo non
mi sembra giusto. Speravo di ritrovarti ancora in prima linea ai
riordini dove il tuo modo di sgattaiolare tra driver più o meno
noti e co-driver a volte sconosciuti, di rivolgere tecniche e
argute domande che riuscivi a farti rispondere anche da parte di
chi non ne aveva assolutamente voglia. La notizia è stata
improvvisa, alcuni lo sapevano e forse hanno fatto bene a non
dire nulla. E’ tutto molto triste e assurdo, ma voglio
ricordarti col tuo passo non certo felino e il sorriso aperto che
veniva dal cuore. Ciao maestro, questa è l’unica volta che
purtroppo non riesci a mandarmi a quel paese, mi dispiace
moltissimo. Claudio
Morazzano (4 mar.)
Alessandro Bugelli - Ciao Emilio, ho saputo di questa
brutta notizia. Tra i colleghi Walter era di quelli (pochi) che
faceva sempre molto piacere incontrare. Non sapevo che fosse
gravemente ammalato. Incontrai al Motor Show Claudio Vallino che
mi disse appunto di Walter che era in Brasile ma non mi disse
altro. Buge (4 mar.)
Sandro Campora - Ti ringrazio per avermi messo al
corrente, avevo visto l'annuncio sul Secolo. Ciao. Sandro Campora
(4 mar.)
Tommaso M. Valinotti - Con Valter Leverone parlavamo di
donne. Da single, quali geneticamente eravamo, si parlava delle
nostre storie e di quanto ci aiutassero nella difficile lotta per
la sopravvivenza le compagne che temporaneamente accettavano di
effettuare un percorso al nostro fianco. Un discorso molto sereno
il nostro, che ammetteva le nostre difficoltà ad avere qualcuno
che accettasse le nostre stranezze ed i nostri ritmi di vita. Io
ho un figlio, Valter l’aveva trovato in Giovanni, il figlio di
una donna che per un certo periodo ha accettato di compiere un
tortuoso tratto di strada al suo fianco nei tortuosi carugi
genovesi. Entrambi trovavamo energia e vigore da queste relazioni
e dal poter stare con i nostri figli, cui facevamo scorrere
sottobanco un premio o una giornata insieme che le loro madri mal
accettavamo. Entrambi non vedevamo l’ora di partecipare al
Sestrierestorico, come piloti o navigatori di questi figli, per
condividere due giorni di litigi, prese in giro e sfuriate che
avrebbero poi riempito di ricordi le nostre giornate solitarie
per un anno a venire, ben consapevoli che i ragazzi sarebbero
cresciuti di una spanna e sarebbe stato difficile convincerli ad
una nuova avventura insieme che avrebbe elettrizzato molto più
noi che loro. Eravamo coscienti che presto e sempre più si
sarebbero staccati da noi, come avevano fatto le loro madri,
quasi sempre per colpa nostra. Ci incontravamo poco, ma due volte
l’anno ci ritrovavamo alle riunioni dell’Unione Italiana
Giornalisti dell’Auto. Se eravamo in compagnia delle nostre
rispettive compagne erano tre giorni di risate e scherzi, magari
cercando di fare un minimo attenzione alla dieta. Tornati ad
essere soli cercavamo di stare fuori dal branco e ci chiedevamo
come andava, se sentivamo ancora “lei” e se c’erano
prospettive nella nostra vita. Le ultime due donne importanti per
Valter sono sudamericane. Mi ricordo quando mi parlò per la
prima volta di come si sentisse ringiovanito a pedalare in
bicicletta con la sua compagna nell’aria fine di Quito nelle
Equador, cancellando così i suoi problemi cardiaci, e con quale
entusiasmo un anno fa, l’ultima volta che ci siamo incontrati,
mi ha parlato della sua nuova prospettiva di vita in Brasile,
accanto ad una nuova compagna. Per farci incontrare un’ultima
volta si sono messi di mezzo due amici: Emilio (per lui), e
Sergio (per me). Da anni dovevamo effettuare una cena ad acciughe
a casa sua. Ed io, indolente come non mai, rimandavo e rimandavo
da tempo immemore. Ma Sergio aveva stabilito la data ed Emilio ha
preso in mano la situazione organizzando l’incontro e la
serata, mentre Valter ha cucinato da par suo. A Genova, a casa di
Valter, c’è stata un’acciugata di quelle storiche, con
l’arrivo di mio figlio che si era auto invitato ed io e lui che
ringraziavamo le nostre rispettive “badanti” per averci fatto
incontrare. Nonostante fossimo in sei, io mi sentivo come quando
stavamo effettuando un test in macchina, io lui soli, con
l’acceleratore a manetta, prima che i limiti di velocità
rendessero tutto più difficile. Emilio e Sergio ad insistere che
era stata una bella serata, che l’avremmo dovuta rifare. Valter
con in testa il Brasile ed io la mia pigrizia a nicchiare. Sono
passati nove mesi da quel giorno e sabato mattina, mentre ero in
macchina con Sergio, vedendo il mare di Savona ho esclamato
guasconamente: “Valter deve invitarci presto per un’altra
acciugata, mica penserà di scamparla così”. Sono passate solo
un paio di ore e la notizia che Valter non c’era più ci ha
lasciato sgomenti, con il puzzle della mia solitudine un po’ più
vuoto. Niente più acciugata, niente più parlare di donne,
niente più crearci vicendevolmente una speranza di essere meno
soli nel cammino di domani. Grazie Valter, siamo stati due amici
lontani, ma siamo stati amici. E questo è ciò che conta.
Tommaso (5 mar.)
Silvano Parodi - Ciao Emilio! Con Valter ci siamo
conosciuti su una speciale del Coppa Riviera di Ponente a
Torriglia almeno quarant’anni fa . Mi ricordo di aver trascorso
con lui tutta la giornata e da lì siamo diventati amici, legati
dalla stessa passione per i motori. Quando poi, con il Ferrari
Club Mignanego, organizzavamo qualche cena con antipasto su
quattro ruote era sempre il primo ad iscriversi. Insieme ci siamo
sempre divertiti tantissimo. Nel corso degli anni abbiamo
continuato a vederci spesso sia alle gare che presso alcuni
nostri amici mobilieri per via del suo lavoro. Quando poi sono
diventato organizzatore Valter mi ha sempre dato ottimi consigli,
senza peli sulla lingua, come è giusto che sia tra veri amici.
Mi mancherà moltissimo. Grazie Emilio per aver aperto il sito a
tutti gli amici di Valter. Silvano Parodi (5 mar.)
Roberto Valentini
- Oltre che collega da vent'anni, per me sei stato un grande
amico. Non dimenticherò mai quando, nel 1981, nel Rally Ruota
d'Oro, mi seguisti per tutta la notte aspettandomi alla fine
delle prove speciali per passarmi i tempi dei miei avversari. Era
bello discorrere con te della specialità che tanto amiamo. Un
abbraccio anche da Gian dell'Erba.
Roberto Valentini
(5 mar.)
Erminia Corbi - Ciao Emilio, non so se ti ricordi di me,
sono Erminia, facevo da navigatrice a Vallino. Ho saputo la
notizia da un sms proprio di Vallino, mi è dispiaciuto tanto
sapere che proprio quando aveva raggiunto il sogno della vita, la
vita non è stata generosa con lui. Non sono molto brava nei
pensieri, però me lo ricordo come una persona simpatica,
affabile, con la quale era semplice parlare ed anche come un
bravissimo cuoco, qualche volta eravamo andati a cena da lui, a
Genova, ed aveva sempre delle sorprese culinarie. Pur non avendo
uno strettissimo rapporto di amicizia, il pensiero della sua non
presenza su questa terra mi lascia amarezza, però confido che
lui stia benissimo dove si trova ora. L'occasione non è bella,
ma ti auguro ogni bene nella tua vita e nel tuo lavoro. Un
saluto. Erminia (6 mar.)
Sergio Zaffiro - Quando ti arriva la notizia che un amico
non c'è più sono tanti i pensieri che ti passano per la testa.
Quando al Rally di Celle è giunta la notizia che Valter Leverone
era morto sconfitto da un tumore maligno mi sono tornati alla
mente i miei primi passi in questo ambiente. Era il lontano (non
ricordo) quando ero un giovane appassionato che si affacciava a
questo mondo e tra le prime persone che ho conosciuto c'era
Valter Leverone (collaboratore di quotidiani e settimanali di
primaria importanza) che con la sua disponibilità e simpatia mi
ha insegnato i segreti questo mondo. Negli ultimi anni Valter ha
ridotto i suoi impegni e le occasioni per incontrarci si sono
diradate, ma l'amicizia e la stima per l'uomo sono rimaste le
stesse. Dopo una vita di lavoro aveva deciso di trasferirsi in
Brasile e chi gli ha voluto bene ha augurato a "Valterone"
di realizzare il suo desiderio. Con le lacrime agli occhi ripenso
a quella serata di settembre quando, a pochi giorni dalla
partenza per il Brasile,
Walter
mi ha invitato, insieme ad altri amici,
a mangiare le alici a casa sua a Genova. "La cena
delle alici" rimarrà nel mio cuore per sempre,
ti ricorderò sempre con grande affetto. Ciao Valter.
Sergio Zaffiro (6 mar.)
Gino Bruni - Ho atteso tanti giorni prima di scrivere perché sono
rimasto davvero intristito per la scomparsa di
Walter
Leverone. Ho ricordi di tanti rally e notti insonni trascorse
assieme. Un viaggio fatto assieme mi è tornato però alla
memoria e voglio ricordarlo. Era una delle prime edizioni del
rally della Lanterna e
Walter
ed io siamo andati al Rally di Varese per fare una presentazione
ai colleghi e ai piloti che erano presenti. Partiti nel tardo
pomeriggio siamo arrivati parlando sempre di rally. … ti
ricordi delle gare sulla pista
di Quota Mille e del vecchio rally di Torriglia… Ecco
Walter
io voglio ricordarti così con quella grande passione che
ci ha si portati alcune volte a vedere i fatti con luce
diversa ma sempre con quella schiettezza che ti ha sempre
contraddistinto. Poi la mente va all’ultimo Lanterna,
l’edizione 2007, quando
siamo stati assieme al parco assistenza e poi siamo tornati in
sala stampa. Camminavi a fatica e ci siamo seduti per alcuni
minuti su di una panchina nel quartiere della Fiera del Mare. Mi
ha raccontato che presto saresti andato in Brasile. Nel mio
computer c’è ancora la fotografia della spiaggia che mi hai
inviato via e mail. Era un tuo momento felice e ora la tengo come
un caro ricordo. Ciao
Walter
ti ricordi quando mi hai rimproverato perche in alcuni ritagli
stampa non aveva scritto la data di uscita. Adesso dove sei
troverai, senza dubbio, altri appassionati per continuare assieme
quelle eterne discussioni… la macchina va davvero forte ma è
il pilota che non è in grado di farla andare… Ciao
Walter
. Grazie per tutto quello che mi hai insegnato.
Gino Bruni
(9 mar.)
Giuseppe
Siri (Commissario Sportivo Regionale) - Ciao
Walter
, ti ricordo ai vari riordini e parchi assistenza a chiedere
tutte le informazioni possibili ai piloti che transitavano, i
tuoi pezzi facevano intuire l'uomo che correva, i suoi
sentimenti. Non ti avevo visto all'ultima gara dello scorso anno
in quel di Genova, ma quando mi avevano detto che eri in pensione
in Brasile mi é passato per la mente, ultimi anni tranquilli in
un posto stupendo, peccato che fossero solo gli ultimi giorni.
Addio, rimarrà sempre questo caro ricordo in me. Giuseppe Siri
(18 mar.)
Silvano Chiesa . Caro
Walter
, non puoi immaginare la tristezza apprendendo la notizia. Mi sei
apparso in un attimo come in una fotografia riandando ai tanti
anni di conoscenza e tanta amicizia rivedendoTi nelle serate (e
nottate) trascorse con Cesare, Aldo, Emilio e Luisella per la
messa a punto delle "Colombiadi del Volante" che tanto
successo hanno avuto tra i colleghi amici giornalisti e l'impegno
che Tu, in modo particolare, avevi profuso nella ricerca di
sponsor e omaggi per arricchire il monte-premi. Sono stati anni
che ci hanno dato tante soddisfazioni ed hanno cementato la
nostra amicizia anche sui campi di gara, quando svolgendo il tuo
lavoro (ancora senza la barba) Ti presentavi in Direzione Gara in
punta di piedi senza disturbare, per conoscere i motivi o le
problematiche che magari avevano costretto il ritiro e il ritardo
di qualche concorrente. In altri casi eri Tu stesso a fornirmi le
notizie attraverso le segnalazioni che, in alcuni casi, ricevevi
prima di noi attraverso la telefonata del concorrente stesso. Mi
ha fatto infine grande piacere, recentemente, alla presentazione
del Rally della Lanterna dove il Tuo ricordo è avvenuto ancor
prima della descrizione del programma della manifestazione.
L'applauso sincero dei presenti lo avrai forse udito anche Tu in
cielo appollaiato in una nuvoletta non azzurra ma assolutamente
blucerchiata. Ciao
Walter
. Silvano Chiesa (20 mar.
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