Umberto Scandola si gioca tutto al “Sanremo”

Sono complessivamente 89 le iscrizioni pervenute agli organizzatori del Rallye di Sanremo: 54 per l'Intercontinental Rally Challenge e 35 per il “Leggenda”, ossia la gara nazionale valida per il Challenge di Zona 2 e 3, Suzuki Rallye Cup e aperta a vetture moderne e scadute omologazioni.


“Le speranze sono poche, ma noi faremo di tutto per mantenerle in vita. D'altro canto mi rendo conto che la matematica è contro di noi, anche se non ha ancora assegnato il titolo tricolore piloti al mio avversario”. Umberto Scandola si presenta tranquillo all'appuntamento del Rallye di Sanremo 2012. In una stagione in cui è stato l'unico avversario di Paolo Andreucci ha dimostrato concretezza, velocità ed affidabilità “ma anche la nostra Škoda Fabia S2000 ha dimostrato le stesse qualità, permettendoci di concludere sempre a podio le sei gare fin qui disputate. E questo era il nostro obiettivo stagionale. Partiremo a Sanremo con la stessa convinzione e grinta di sempre: dare il massimo per ottenere il miglior risultato possibile”.

Umberto Scandola, che sarà come sempre affiancato dal ligure Guido D'Amore, quest'anno si è impegnato in un confronto con il pilota che nell'ultimo decennio ha praticamente cancellato tutti gli avversari nel cammino tricolore: Paolo Andreucci. “A suo favore giocano l'enorme esperienza accumulata in tanti anni di gare. Anche nelle situazioni più difficili Andreucci sa come sbrogliarsela con il minimo danno. Non per nulla ha vinto sei titoli italiani” sottolinea il non ancora 28enne pilota veronese, ma è soddisfatto della sua annata, che lo ha visto rilanciarsi con un programma ufficiale nel panorama italiano, dopo essere stato l'enfant prodige che avrebbe dovuto diventare la punta di diamante del marchio Abarth nei rally. “Oggi è difficilissimo trovare un volante a livello ufficiale. La crisi economica, che investe in particolar modo il settore auto in Italia, ha fatto sì che gli investimenti delle Case automobilistiche siano sempre più limitati. Mi sembra assurdo, però, che le case investano in altri settori, quando il loro scopo è promozionare e quindi vendere le loro vetture”. Passato il periodo Fiat, superata una fase in cui Umberto Scandola ha collaborato con team privati, ecco nascere lo scorso anno Škoda Italia Motorsport, struttura creata appositamente per far correre e possibilmente vincere la Fabia S2000 e Umberto Scandola. “Škoda si è mossa molto bene per creare questa struttura. Debbo però confessare che come tutti i piloti mi sono occupato pochissimo della gestazione della struttura e del suo sviluppo” racconta quasi intimidito Umberto Scandola. Lui della squadra è il pilota, mentre la parte logistica ed organizzativa è demandata a Riccardo Scandola ed Emanuele Arbetti che hanno come fattivo interlocutore in Škoda Gianluca Fait. “Io posso solo dire che tutto ha funzionato per il meglio nel corso della stagione e siamo pronti ad affrontare il gran finale”. Un gran finale che avrà una prima tappa al Rallye di Sanremo prima dell'ultima gara in Sardegna. E proprio a Sanremo Scandola sarà sotto la lente di ingrandimento di un confronto in più: quello con i partecipanti all'Intercontinental Rally Challenge, dotati della stessa Škoda Fabia S2000, ovvero l'auto da battere nel campionato internazionale. “Non so ancora chi ci sarà a Sanremo, ma i vari Mikkelsen, Hänninen e Kopecký sono tutt'altro che miei avversari: sono soprattutto compagni di squadra. Non dimentichiamoci che il titolo tricolore Costruttori è ancora ampiamente aperto e la Škoda può compiere a Sanremo proprio quel balzo che le permetterebbe di guadagnare il vertice della classifica. Per questo motivo, tutti noi al volante delle Fabia S2000, effettueremo una gara veloce ed intelligente. Anche se è ovvio che siamo piloti, quindi abbiamo una gran voglia di vincere”. (7 ott.)