Altri articoli...

Solo Nazionale e storico il Rally Valli Cuneesi

Salta la parte internazionale del 25° rally delle Valli Cuneesi, in programma il 26 e 27 aprile a Dronero e dintorni: gli organizzatori dello Sport Rally Team, coordinato da Piero Capello, a causa della scarsità di iscritti hanno deciso di annullare la porzione internazionale dell'evento, che era la prova di apertura della serie  europea TER -Tour European Rally, unica tappa italiana delle sei in calendario. Nella stessa data rimangono invece confermati la porzione nazionale, primo appuntamento a massimo coefficiente 1,5 della nuova Coppa Rally di Zona istituita da questa stagione da AciSport, valido pure per svariati Trofei, così come il 12° rally storico delle Valli Cuneesi. La sofferta decisione deriva dai soli 7 equipaggi iscritti ad oggi, di cui due al Ter. Per tutti gli altri, ad oggi oltre una sessantina, prosegue invece la raccolta di adesioni, la cui chiusura è fissata, come da regolamento, per venerdì prossimo, 19 aprile.


Amareggiato, Piero Capello preferisce optare per il realismo di una scelta drastica: “In 38 anni di organizzazione di gare rallistiche – ha osservato - è la prima volta che ci succede. Ci scusiamo per l'inconveniente ma per il rispetto che portiamo al mondo dei rally ci vediamo costretti ad annullare la quota internazionale, nonostante l'evento abbia già tutte le autorizzazioni, e addirittura fosse stato asfaltato a nuovo il percorso che avrebbe dovuto ospitarla”. Dunque, niente prova speciale di Montoso venerdì 26 aprile. La gara, a questo punto doppia e non più trina, si svolgerà tutta nella giornata di sabato 27 aprile, con nuovi orari in fase di riformulazione. (17 apr.)

 


Memorial “Cristian Zucconi” a scopo benefico

E’ tutto pronto per la prima edizione del Memorial “Cristian Zucconi”, iniziativa benefica ideata da Andrea Zucconi che sarà promossa dal VM Motor Team e dalla Team Cars 2006, con il supporto del Lions Club: l’appuntamento è per domenica 14 aprile a Bassignana (AL). Papà Andrea, noto pilota di rally, ha voluto fortemente l’iniziativa per ricordare il figlio scomparso prematuramente a soli 20 anni. La giornata sarà interamente dedicata ai motori ed alla solidarietà, con un programma davvero ricco per i tanti appassionati che saranno presenti. Un’area sarà riservata all’esposizione di supercar prevalentemente marchiate Ferrari, mentre i più piccoli potranno divertirsi sulle due ruote su di un circuito a loro riservato.


I bikers della provincia esporranno le loro Harley Davidson, ma il piatto forte della giornata sarà sicuramente la parte dedicata al Rally. Grazie alla collaborazione con VM Motor Team e Team Cars 2006 saranno presenti circa trenta vetture delle classi R5, N4, Super 2000, Super 1600, R3 ed A7, guidate da piloti di spicco, tra cui Andrea Zivian, Andrea Nucita, Paolo Diana, Marco Strata e tanti altri. Con una piccola donazione sarà possibile sedersi al fianco dei piloti e provare l’emozione di un giro su una macchina da corsa. Anche le Forze dell’Ordine saranno coinvolte, con i Carabinieri che esporranno alcune loro vetture, compresa l’ultima Alfa Romeo Giulia. Tutto il ricavato sarà devoluto all’Avis di Bassignana.

 

“La perdita di Cristian – commenta Moreno Voltan - è stato uno shock terribile per tutti noi. L’amicizia che mi lega ad Andrea Zucconi mi ha spinto ad aiutarlo nell’organizzazione di questo evento, che avrà certamente un seguito e che ricorderà Cristian nel migliore dei modi. Un grandissimo ringraziamento ai Carabinieri, al Ferrari Club Alessandria ed a tutti i collaboratori che renderanno possibile questa bella manifestazione”. (12 apr.)

 


Italiano rally: il “Ciocco” ha detto Basso

Proprio come nel 2016, anno in cui riuscì a battere due piloti ufficiali e aggiudicarsi il titolo italiano, Giandomenico Basso si ripete e nella sua prima gara con cui è rientrato nel CIR ha battuto altri due piloti ufficiali e si è aggiudicato con merito il Rally il Ciocco e Valle del Serchio, gara che ha aperto la serie “tricolore” 2019.


Basso, navigato da Lorenzo Granai, ha portato al successo la Skoda Fabia R5 (ph) dopo due lotte davvero entusiasmanti. La prima contro un Andrea Crugnola velocissimo ma sfortunato, quando nella PS11 è stato costretto al ritiro a causa di un guasto sulla sua Volkswagen Polo GTI R5 che lo ha mandato fuori strada. La seconda, invece, si è accesa nelle ultime due prove grazie a Simone Campedelli, bravo a non mollare nonostante un gap importante. Conquista un secondo posto che, probabilmente, gli lascia un pizzico d'amaro in bocca. Campedelli ha infatti trovato un ottimo ritmo proprio nelle ultime prove dopo aver sbagliato assetto nella prima parte di gara. Poi, una volta aggiustato il set up, è tornato a volare. Questo però non è bastato per battere un campione come Basso, che è riuscito a portare a casa una splendida vittoria anche se sofferta per alcuni problemi ai freni che lo hanno fatto sudare freddo nelle ultime stage.

 

Luca Rossetti e Citroën Italia erano i grandi attesi in questo primo appuntamento del CIR 2019. Il pilota di Pordenone è riuscito a portare la C3 R5 sul podio, chiudendo terzo dopo un duello all'ultimo centesimo con Craig Breen. Rossetti è riuscito sempre a rimanere davanti al nord-irlandese, ma i due sono stati vicini per tutto il pomeriggio. Il pilota della Citroën è stato bravo a non commettere sbavature evidenti e a raggiungere subito il podio alla prima uscita con il team ufficiale della divisione italiana della casa francese. Breen, invece, ha portato la sua Skoda al quarto posto, ma ha mostrato tempi molto competitivi sui secondi passaggi nelle speciali, ovvero una volta imparate e aggiustate le note date dall'ex navigatore di Kris Meeke, Paul Nagle.

 

Ottima prova anche per Stefano Albertini, che ha portato la sua Skoda Fabia in quinta posizione assoluta. Rudy Michelini ha concluso sesto e si è anche tolto la soddisfazione di centrare uno scratch su una delle prove in cui ha spesso fatto vedere ottime cose. Bel colpo di reni di Antonio Rusce al volante della Volkswagen Polo GTI R5, con cui è riuscito a scavalcare proprio nell'ultima prova speciale il finlandese Emil Lindholm. Kevin Gilardoni e Gianluca Tosi hanno completato la “top ten”, chiudendo rispettivamente al nono e decimo posto. Nella classe 2 Ruote motrici Tommaso Ciuffi ha dominato con la sua Peugeot 208 R2 con cui ha battuto la nuova Ford Fiesta MK8 R2T di Luca Panzani.


Bene i liguri in gara in Garfagnana. I savonesi Dario Bigazzi e Monica Briano (Renault Clio R3C) hanno chiuso 24^ posizione assoluta ed alla terza in classe R3C. Ottimo impegno anche per un’altra coppia di savonesi, Fabio Poggio e Valentina Briano, che si sono aggiudicati la prima tappa del trofeo promozionale Suzuki Rally Cup portando anche la loro Suzuki Swift Powerboost al secondo posto in classe R1. Categoria che ha visto anche la settima posizione di Sergio Denaro e Marta De Paoli (Suzuki Swift Sport), alla fine trentaseiesimi assoluti, e l’ottava di Danilo Costantino e Andrea Parodi (Suzuki Swift Powerboost), giunti trentanovesimi. Appuntamento dunque tra una ventina di giorni, sulle “nostre” strade, con il rally di Sanremo per il secondo - immaginiamo già combattutissimo - appuntamento del campionato italiano. (24 mar./testo e ph Nicolas Rettagliati)

 


Il 2° Rally Vigneti Monferrini a Bergo, Andolfi terzo

Omar Bergo ed Alberto Brusati si sono aggiudicati il del secondo Rally Vigneti Monferrini. L’equipaggio del Biella Motor Team, a bordo di una Renault Clio Super 1.6 (ph), ha dominato la gara canellese imponendosi nelle prove speciali decisive e poi amministrando con grande esperienza il vantaggio accumulato. Al secondo posto Ezio Grasso e Luca Beltrame, su Renault Clio Super 1.6 della Eurospeed, bravi a contenere il distacco ed unici in grado di impensierire i vincitori; terza piazza per un ottimo Fabrizio Andolfi Jr., affiancato da Stefano Savoia. Il pilota savonese della Eurospeed, dopo una bella ed appassionante lotta con Matteo Giordano e Manuela Siragusa (Citroen Saxo Kit A6 – WRT), ha ribadito la straordinaria longevità della Renault Clio Williams di classe A7.


Quinta piazza per i lombardi Marco Gianesini e Marco Bergonzi, su Renault Clio S1.6 della Top Rally, seguiti da Alain Cittadino e Luca Santi, su Renault Clio Williams A7 della WRT. Settima posizione per Cosimo Mazzarà e Serena Manca, su Renault Clio Super 1.6 del New Driver’s Team, davanti ai primi di R3T, gli svizzeri Kim e Gea Daldini, su Renault Clio de La Superba. Nona posizione per “Cave” e Flavio Magnetti su Renault Clio Williams della Sport Management, seguiti da Matteo Levratto e Massimo Prato, su Renault Clio Super 1.6 de La Superba. Nel trofeo “Seicento per un Sorriso” successo di Matteo Cotto e Stefano Trova, portacolori della Turismotor’s.


Condizioni ottimali giuste quelle che hanno accompagnato il Vigneti Monferrini, con tanto sole e temperature primaverili a caratterizzare una bella giornata di sport, in cui la Città di Canelli, grazie all’impegno dell’amministrazione e della Pro Loco ha nuovamente mostrato che le manifestazioni motoristiche possono essere un’importante occasione per promuovere il territorio. Grande soddisfazioni anche per gli uomini del VM Motor Team, guidati da Moreno Voltan, che chiudono con successo la gara che segna il decennale dall’inizio della loro attività in veste di organizzatori. (11 mar.)

 


Mauro Forghieri, un genio della meccanica

Peccato non essere riuscito ad andare al “Passion day Ferrari” al Museo dell’auto verso fine gennaio, avrei rivisto volentieri Mauro Forghieri (ph), un genio della meccanica, incontrato alla fine degli anni '70 a Maranello, durante una visita alla sala corse, dove sotto un telone di olona stavano già assemblando il motore turbo da 1500 cc. della futura Ferrari 126 C. che corse negli anni dal 1981 al 1984. La 126C, un'auto che Gilles Villeneuve portò al debutto nel le prove del Gran Premio d'Italia del 1980 e nel 1981 vincendo il G.P. di Monaco e quello di Spagna, con un trenino di ben 4 macchine dietro di lui, che pur agguantandolo nelle curve, non riuscivano a passarlo data la superiorità della 126C (Ferrari non Fiat…) sugli allunghi dritti grazie alla extra potenza del turbo; e purtroppo ci perse pure la vita nell’1982 nel tragico e terribile schianto occorso sul circuito belga di Zolder.

 

Ma non è per quello che  vorrei re-incontrare Forghieri, ma è per rendergli sacra ed onorevole giustizia, dopo oltre 35 anni, nell'attribuirgli il merito di avere pensato per primo a mettere i comandi del cambio sul volante, soluzione tecnica, mai pensata e/o realizzata da qualcuno. Da qualche parte, dovrei ancora avere, le fotografie scattata nella sala corse Ferrari, dove si vedono le 312 B di Villeneuve e Pironi, con i due pulsantini (fissati alle razze del volante) che tramite un comando pneumatico, azionavano il cambio a "salire" ed a "scendere" le varie marce. Purtroppo, il comando pneumatico, non era così veloce nella risposta, come invece lo sarà quello elettronico (15 anni dopo), quando il "Mago" Barnard, ri-spolverando la vecchia idea e soluzione di Forghieri di spostare sul volante il controllo del cambio, permise ai piloti Ferrari di ben figurare nelle competizioni, potendo usare ambo le mani sul volante in curva, anche quando era necessario cambiare marcia.


In merito alla definizione "B" = Boxer, l'articolo è corretto, il motore della 312 non era un "boxer" (motore che richiede i cilindri contrapposti per annullare le forze di inerzia del 1° e del 2° ordine), ma era un 12 Cilindri a "V" di 180°, cosa molto diversa che lo rendeva meno brutale e più morbido nell'erogare la potenza e la coppia. All'epoca della 312, il vantaggio di avere in partenza un baricentro molto basso, era considerato un fattore vincente, in quanto il largo uso di leghe leggere, fibra di carbonio ed anche il berillio per i basamenti, erano di la a venire, cosa che oggigiorno, consentono la realizzazione di auto di 150-200 Kg. sottopeso, che vengono riportate in peso, con accurati bilanciamenti con i pani di piombo, che oltre ad abbassare il baricentro riescono a "bilanciare” la macchina, sia in senso longitudinale (importante in curva) che in senso trasversale, decisamente importante in frenata per non fare andare la macchina a destra o sinistra ed obbligare il pilota a continue correzioni: chiedere ai piloti della Tyrrel a 6 ruote, che in frenata avendo 4 ruote davanti avevano un perno permanente su cui l'auto ruotava ed in curva sovrasterzava di brutto, proprio per l'eccessiva aderenza dell'avantreno..


Il motore Boxer, molto piatto e basso, aveva il difetto - allora considerato trascurabile - di essere molto largo, che rendeva difficile l'evacuazione dei flussi d'aria nel retrotreno (i vantaggi dell'effetto Coca-Cola, dovevano ancora venire correttamente valutati…) creando quindi un tappo aerodinamico, che riduceva di fatto l'efficienza aerodinamica del retrotreno della macchina, creando una "resistenza" passiva che "frenava" l'auto. Concetti immediatamente intuiti da Forghieri che volle per il motore della futura 126C una struttura a "V" di 120° (126 voleva significare 120° a 6 cilindri), concetti, poi adottati da tutti gli altri.


Per capire l'importanza della aerodinamica in un'auto di F1, basta pensare con quale e quanta cura, oggigiorno, i progettisti attuali studiano e convogliano con pinne verticali, i flussi d'aria che escono dal retrotreno delle attuali F1. Scivoli ed estrattori di generose dimensioni, che stanno lentamente, ma inesorabilmente, apparendo nella coda di macchine potenti e prestigiose, al fine di avere una efficienza aerodinamica ottima, ma non per ricerca della velocità, ma per una riduzione sostanziale dei consumi. (2 feb./F. Scopinich – ph FormulaPassion.it)