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Il "Giro dei Monti Savonesi Storico" rinnova il feeling con Albenga

 

In attesa dell'apertura delle iscrizioni, prevista per giovedì prossimo, 17 ottobre, cresce l'interesse attorno alla prima edizione del "Giro dei Monti Savonesi Storico", la novità del calendario rallystico ligure 2019 che l'Asd Sport Infinity di Andora proporrà ad Albenga il 16 e 17 novembre. Le adesioni alla nuova gara ligure potranno essere inviate per posta elettronica all'indirizzo Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. sino al 10 novembre.


Il 17 ottobre sarà anche la data in cui gli organizzatori renderanno noto il percorso della prima edizione del "Giro dei Monti Savonesi Storico", che sarà articolato su due giornate di gara e rigorosamente nel territorio savonese. Il rally prenderà il via da Albenga nel pomeriggio del sabato e proporrà subito una prova speciale da ripetersi due volte, la seconda delle quali in notturna. Il giorno dopo, altre cinque ps: due tratti su cui i concorrenti transiteranno più volte. In totale, quasi 293 km di percorso, oltre 73 dei quali relativi alle prove speciali, che avranno una lunghezza pari al 25 per cento del tragitto totale. Il percorso è stato strutturato in modo da consentire ad un solo veicolo di fare assistenza ad una vettura al termine di ogni prova. Al neonato rally storico è stata abbinata una gara di regolarità sport denominata "1^ Regolarità Sport Infinity".


Si rinnova, dunque, il rapporto tra Albenga ed i rally a distanza di oltre quarant'anni (era il 1978) da quando la Città delle Torri ospitò per la prima volta il "Giro dei Monti Savonesi". "Ed ora ripartiamo - afferma entusiasta Franco Peirano, deux ex machina della vecchia gara e fattivo collaboratore nell’organizzazione del nuovo rally storico - grazie all’iniziativa di alcuni imprenditori locali che hanno avuto l’idea di riproporre l’evento ed hanno subito ottenuto il sostegno convinto da parte dell’Amministrazione Comunale e del Comitato Locale Turismo. E' loro intenzione, oltre che degli stessi organizzatori, valorizzare Albenga ed il suo centro storico oltre alle frazioni e l'intero territorio”.


Con la stagione turistica ormai alle porte, il 1° "Giro dei Monti Savonesi Storico" offrirà l'opportunità di richiamare l'interesse nei confronti del suo territorio. Nella mattinata della prima giornata di gara si potranno visitare, con tanto di guida, i molteplici interessanti musei ingauni; il giorno dopo, nel viale principale di Albenga, a 50 metri dalla pedana di partenza e di arrivo, si potrà curiosare sulle bancarelle del mercatino dell'antiquariato. Sempre al sabato, importanti aziende locali offriranno ai concorrenti la colazione al mattino e l'aperitivo nel tardo pomeriggio, all'arrivo della tappa, con il contorno di pregiate specialità locali; domenica, poi, la colazione tipica ed il pranzo saranno offerti dal Comune di Massimino, che ospiterà i due riordini della giornata. Da altre aziende sono previste, per i partecipanti, simpatiche e gradevoli sorprese per esaltare l’ospitalità: cibo e artigianato, sempre con il “tocco” tipico della tradizione ingauna. Anche l'entroterra farà la propria parte e riserverà ai concorrenti un’accoglienza particolare e gustosa, legata alle variegate specialità culinarie del territorio.


Sul portale www.girodeimontisavonesistorico.it tutte le info sulla gara. (14 ott./ph: la Bmw M3 di Bonamini - Caliro in gara nell'edizione 1988)

 


 

 


Cinquecento Volte Passione alla Marina Aeroporto di Genova


"Prima" ufficiale alla Marina Aeroporto di Genova per la Sezione ligure del club CVP - Cinquecento Volte Passione, il sodalizio che si propone di radunare, in tutta Italia, i possessori delle Fiat Cinquecento - e delle derivate Seicento - costruite negli anni Novanta e delle popolari 500 bicilindriche storiche.


Il raduno ha richiamato i possessori di una decina di vetture, alcune delle quali davvero interessanti, come una rara Giannini originale che è stata molto ammirata alla pari di un modello Sporting (ph), di proprietà di Lisa Batzella, ottimamente ripristinata e dotata dei cerchi delle ruote che montavano le berlinette che partecipavano al trofeo rallystico, e un modello replica della citata serie corsaiola. Hanno destato curiosità, inoltre, il modello più datato - una 900 cmc del 1995 tutta originale di proprietà di Antonio Rosselli - e quello più nuovo, una Seicento in configurazione Sporting, un mezzo che tuttora è presente nelle corse, rally e slalom in salita in particolare.


Sorto grazie ai social media, il club CVP - Cinquecento Volte Passione conta 1054 aderenti a livello nazionale; oltre venti quelli liguri. (12 ott.)

 


 


Ospedaletti pronta per la Rievocazione storica automobilistica

Sabato 12 e domenica 13 ottobre, ad Ospedaletti, nell'estremo imperiese, appuntamento con un evento che si preannuncia già un successo ed un ottimo punto di partenza per creare basi solide nel futuro delle manifestazioni che contano. La Rievocazione storica automobilista si terrà su quello che era il Circuito di Sanremo, gara valevole per il campionato del mondo di Formula 1: monoposto, barchette e sportive fabbricate dal 47 al fine degli anni 1950 gareggeranno a colpi di stile e velocità.


Nel fine settimana sfileranno una quarantina di auto da corsa tutte originali. Tra queste, spiccano la Barchetta 1100 Furia - un esemplare unico - che corse su questo circuito nel ’49, la Maserati di Ascari, una Stanguellini 1100, una Fiat - Bmw DKU che ha corso sempre più di cinquant’anni fa ed alcune Bugatti che potrebbero andare a formare una batteria dedicata. Enzo Ferrari, durante il periodo d’oro del Circuito, definì questo impianto il ”piccolo Nürburgring” italiano,quindi una perla tra i circuiti cittadini italiani.


La Rievocazione organizzata dal Comitato del Circuito insieme al Comune di Ospedaletti con la collaborazione del Club Amatori Veicoli d’Epoca di Imperia non sarà un ”semplice” raduno di auto d’epoca su strade aperte al traffico, bensì la celebrazione delle competizioni che si svolgevano sullo storico circuito. Appuntamento dunque ad Ospedaletti per ammirare queste auto da corsa.


Questo, nel dettaglio, il programma dell’evento.

Sabato 12 ottobre: ore 8,30 - 12,30 accredito partecipanti; ore 15,00 concorso di eleganza statico (una giuria di qualità valuterà le macchine nelle postazioni assegnate); ore 18,00 talk-show; ore 20,00 cena di gala con premiazione concorso di eleganza.

Domenica 13 ottobre - Orario partenze mattino: ore 8,45 apertura manifestazione; ore 9,00 1^ batteria; ore 9,45 2^ batteria; ore 10,15 3^ batteria; ore 11,00 4^ batteria; ore 11,45 5^ batteria; ore 12,15 arrivo ultima batteria e pausa pranzo. Orario partenze pomeriggio: ore 13,30 ripresa della manifestazione con partenza 1^ batteria pomeridiana; ore 14,15 2^ batteria; ore 15,00 3^ batteria; ore 15,45 4^ batteria; ore 15,45 4^ batteria; ore 16,30 5^ batteria; ore 17,00 arrivo ultima batteria. (9 ott./testo e ph di N. Rettagliati)

 


Formula1: dai Circuiti cittadini agli Autodromi

La Formula 1 venne creata nel 1946 dalla Commissione Sportiva Internazionale (CSI) antenata dalla FIA odierna  come la classe più alta di corse automobilistiche mondiale. All'inizio era soprannominata come Formula A (denominazione usata attualmente per la categoria più alta del karting)  ma dopo appena due anni prese il nome di Campionato Mondiale come lo conosciamo oggi. L'idea di organizzare un campionato mondiale piloti venne formalizzata nel 1947,  ma già nel 1939 la vecchia Federazione l’aveva ideata per gli anni futuri; la Seconda Guerra Mondiale, come sappiamo, interruppe questo rivoluzionario progetto. Lo scoppio del conflitto bloccò temporaneamente tutti i programmi.


Negli anni '30 il regolamento per le vetture da Grand Prix era invece basato sul peso massimo della vettura, fissato a 750 kg: non c'erano limiti per quanto riguardava la cilindrata o il tipo di motore. Si sfidavano, dunque, vetture con motori potentissimi, come nel 1936: propulsori di 3.8 litri (Alfa Romeo), di 5.6 litri a V12 (Mercedes) e infine quelli di 6.0 litri della Auto Union. Nel 1938 la cilindrata venne limitata a 3.0 litri. Venne però istituita anche la categoria "vetturette" con motore 1,5 litri sovralimentato. Tra queste c'era l'Alfa Romeo 158 che dominerà la scena sino al 1951.


Il nuovo regolamento del 1946 prevedeva un nuovo equilibrio per le vetture tra i motori supercompressi e aspirati: furono ammessi i tipi di motore aspirato da 4.5 litri e quello supercompresso da 1.5 litri delle "Voiturette" d'anteguerra. La prima corsa con questi nuovi regolamenti si disputò in Italia, e precisamente a Torino l'1 settembre del 1946, il Gran Premio di Torino, articolato sul Circuito del Valentino (il nome è preso dal Parco del Valentino, dove le vetture correvano sui viali adiacenti al Borgo Medioevale),  e venne vinta da Achille Varzi alla guida di una Alfa Romeo 158 detta Alfetta, anche se in realtà le macchine non avevano subito grandi cambiamenti da quelle che avevano corso le stagioni precedenti. Quella di Varzi era stata progettata e costruita prima della guerra.


I Campionati per i Piloti e quello per i Costruttori non vennero immediatamente reintrodotti. Nei primi anni si disputavano circa 20 corse, tenute in Europa dalla tarda primavera ai primi di autunno, e l'esempio del circuito cittadino di Torino venne seguito immediatamente, oltre che in Inghilterra, da Milano, Bari, Sanremo, Pescara, Siracusa, Napoli e Modena in Italia; da Nizza, Marsiglia, Albi, Pau, Comminges e Parigi in Francia e, infine, dal circuito di Chimay in Belgio, dove aveva luogo il Grand Prix des Frontieres.

 

In particolare il circuito cittadino di Ospedaletti, che ospitò dal 1948 al 1951 il Gran Premio di Sanremo per vetture di Formula 1 e in seguito per altri tipi di vetture, fu l'ultimo dei circuiti stradali cittadini di quel periodo a chiudere i battenti nel 1972. Le vetture più competitive venivano dall'Italia, in particolare l'Alfa Romeo. Nel periodo 1946–1949 si assisteva al tramonto della carriera dei vecchi piloti anteguerra come lo stesso Varzi, Jean-Pierre Wimille e Tazio Nuvolari (ph), mentre piloti come Ascari e Fangio iniziavano a farsi notare. Un particolare non da poco,visto che ad una ventina di km sorgeva - e, come sappiamo, ancora oggi vive di una luce particolare e di un glamour unico - il tracciato del Circuito di Montecarlo. Un vero e proprio specchio dei tempi che furono: monoposto velocissime affrontano oggi come allora curve strette e salite e cambi di pendenza che esaltano il gusto della guida degli odierni piloti. Non è azzardato quindi definire il Circuito di Ospedaletti come parte integrante della storia della Formula 1.


Con il passare degli anni, auto sempre più performanti e veloci portarono alla nascita degli autodromi. Poiché non tutti i circuiti cittadini riuscivano a stare al passo con la sicurezza, o meglio la folla e gli spettatori in generale ammassati a migliaia ad assistere ad eventi di questo genere crearono non pochi problemi agli organizzatori che spesso dovevano confrontarsi con eventi luttuosi. Un esempio lampante fu la sospensione della Mille Miglia nel 1957 dopo che la Ferrari del pilota  portoghese De Portago causò la morte di nove spettatori.


In nome della sicurezza si fece un passo indietro. Attualmente, come detto, permane il circuito di  Montecarlo e i nuovi percorsi  scelti per i campionati emergenti (vedi la Formula E) stanno riportando in auge i circuiti cittadini: ancora oggi il fascino di queste corse rimane immutato. (8 ott./Nicolas Rettagliati - ph dalla rete)

 


 


Alfa club Il Quadrifoglio alla Miniera di Gambatesa

 

I soci dell'Alfa club Il Quadrifoglio di Sestri Levante si sono radunati, con le loro belle vetture storiche, nell'entroterra chiavarese per fare visita alla Miniera di Gambatesa. Una ventina di mezzi, come sempre molto ammirati, tra cui spiccavano, tra le più datate, un'Alfa Romeo Gt Junior ed una Lancia Appia ottimamente conservate e, tra le più moderne, una fiammante Giulietta.


I partecipanti hanno effettuato la visita guidata alla miniera, che risale al 1876, riportando notevoli emozioni. "E' stata un'esperienza molto toccante - ha sottolineato Maurizio Modesti, Presidente del sodalizio rivierasco - che ci ha portato indietro nel tempo e che, oltre a mostrarci un tipo di lavoro a molti sconosciuto, ci ha edotto sulle allora condizioni di vita dei minatori, purtroppo tutti contraddistinti da un'esistenza davvero breve". Dopo la visita, tutti a tavola, come vuole la tradizione del club. (2 ott.)