Rally del Taro: vigilia soleggiata, ma...

I capricci del tempo sono da sempre una delle peculiarità dell'appuntamento parmense organizzato dalla Scuderia San Michele. E l'eventualità di dover usare pneumatici da bagnato non dispiace a tutti i protagonisti del secondo atto stagionale dell'International Rally Cup.


E scoprire che va sempre a finire che piove... Michele Tedaldi, patron del Rally del Taro, ripensa alle venti edizioni passate dell'appuntamento parmense e ammette che sì, è quasi sempre andata a finire che si sono dovuti aprire gli ombrelli. Ma fa anche notare che il meteo questa volta consentono un moderato ottimismo. Nicola Arena (nella foto), copilota di lungo corso ed esperto in previsoni del tempo, non avvalora la speranza degli organizzatori: “Prima o poi pioverà anche quest'anno, resta da vedere quando...”. Impegnato nelle ricognizioni del secondo atto stagionale dell'International Rally Cup, il ligure non ha avuto molto tempo da dedicare allo studio dei movimenti delle nuvole, la sua è una ipotesi legata soprattutto alle sue esperienze precedenti. E alla considerazione che, in questa stagione soprattutto, è assai facile che nelle valli a ridosso dal mare il cielo apra con una certa frequenza i rubinetti. “Del resto – aggiunge – far i conti con la pioggia è una delle caratteristiche peculiari di questa gara, come la bellezza delle prove speciali e il calore con il quale siamo accolti dalla gente del posto”.


In attesa si scoprire in che condizioni dovranno correre, i protagonisti più attesi si preparano a dare spettacolo. Fra loro c'è chi cerca conferme e chi invece cerca rivincite. Come Felice Re, in gara con l'ammiratissima Citroen DS3 World Rally Car, e come Luca Ambrosoli che, perfetto esempio di gentleman-driver, mostra il suo talento alternandosi fra rally storici e rally moderni. Entrambi preferirebbero gareggiare su strade asciutte, ma entrambi sanno che l'acqua potrebbe dare loro una grossa mano a rimischiare le carte. Nel caso si trovassero ad inseguire. Tempo secco anche nei desideri di Roberto Cresci, al debutto stagionale con una C4 come quelle di Ambrosoli e Mella: “E' un po' che non corro – spiega l'aretino – e per togliermi la ruggine di dosso preferirei che non piovesse”. Corrado Fontana, primo un mesetto fa all'Elba e leader della serie, informa di essere pronto a ogni evenienza: “Se il tempo resterà bello, bene; se le condizioni cambieranno bene lo stesso”, taglia corto. Non si nasconde il comasco con la Focus Wrc: “L'obiettivo è vincere, come sempre”. Per farlo, ha un motivo in più: già primo nel 2006 e nel 2013, vincendo raggiungerebbe Mauro Zanchi, primo nel 2002, 2003 e 2004, in testa alla classifica dei plurivincitori del Rally del Taro. (9 mag.)