Ci ha lasciato "Penna bianca" Valerio

Addio al genovese Nicola Valerio, il popolare "Penna bianca" protagonista della scena rallystica locale e nazionale per oltre un trentennio. Se n'è andato in silenzio a soli 71 anni, senza fare clamore, così come ha fatto durante tutta la sua lunga carriera agonistica, iniziata nel 1973 e costellata da un sacco di prestazioni di primo piano. Pilota molto veloce e duttile, capace di passare da un mezzo ad un altro senza soffrirne le diverse caratteristiche tecniche, Nicola Valerio era talmente modesto che difficilmente lo si sentiva vantare di un suo piazzamento in gara. Eppure era dotato di un piede "pesante", oltre che di una tecnica sopraffina, e di risultati importanti ne ha collezionato davvero tanti.


Iniziò a correre nel '73 con una Fiat 125 a noleggio (all'epoca si usava così...) e lo fece con assiduità sino al 2002, quando chiuse la carriera al rally di Torriglia con la Clio Rs di gruppo N e con Massimo Cocozza alle note. In tanti anni si è cimentato alla guida di parecchie diverse vetture: Fiat 127, con cui nell'82 si aggiudicò il rallysprint di Rezzoaglio, A112 Abarth, Talbot Samba Rallye,  Ritmo 130 Tc, Bmw M3, Sierra Cosworth, Clio e Peugeot 106, tanto per citarne alcune. Negli anni Settanta fu uno dei pochi in Italia a cimentarsi nei rally, e con risultati notevoli anche, con un Maggiolone Volkswagen. Tra i suoi "naviga" ricordiamo, tra gli altri, Roberto Cresci, Patrizia Berninsone, l'amato figlio Victor, con cui disputò il rally della Lanterna nel 1990 (nella foto), la compagna Donatella Ledda e, ultimamente, i suoi amici più cari, Marcello Montanari e Alberto Bonamini, con il quale aveva condiviso di recente l'abitacolo di una Porsche Carrera nella passerella storica che ha preceduto il rally Valli Genovesi 2014.


Ad onta del colore dei capelli, che gli era valso nel tempo il soprannome di "Penna bianca", Nicola Valerio quando si metteva al volante di un'auto da rally aveva l'entusiasmo e la forza fisica di un ragazzino. Dotato di una passione infinita, dopo aver smesso di correre, aveva continuato a seguire assiduamente, da spettatore, i rally. Li aveva nel sangue, se avesse potuto non avrebbe mai smesso di correre. (29 apr.)