Un sorteggio esclude il Rallye di Sanremo dal CIR

Almeno per il 2011, il Rallye di Sanremo non avrà validità per il CIR (Campionato Italiano Rally). La notizia, nell’aria da tempo, ha trovato conferma nella tarda mattinata odierna quando un sorteggio, tenutosi presso la Csai, ha di fatto decretato l’inserimento del rally del Friuli e delle Alpi Orientali nella massima serie nazionale al posto della prova matuziana. Che è stata declassata nel TRA (Trofeo Rally Asfalto), di cui sarà la seconda gara di finale. L’avvicendamento tra il rally ligure e quello friulano era già stato deciso da tempo dagli organi federali a fronte del principio dell’avvicendamento adottato dagli stessi e di un giudizio tecnico inferiore attribuito al Sanremo dagli ispettori preposti della Csai. La decisione aveva provocato le immediate dimissioni di Sergio Maiga, presidente dell’Ac Sanremo e deus ex machina della gara, e l’immediata reazione della Liguria “politica”, dal sindaco matuziano Maurizio Zoccarato, presente al sorteggio e garante della regolarità dello stesso, a rappresentanti della Regione. In seguito c’è stato, da parte della Csai, una sorta di ripensamento, confluito nella decisione di affidare alla “monetina” – come se si trattasse di una scelta di campo – la decisione su quale gara inserire nel CIR. Fermo restando, però, che a livello discrezionale la sorte del “Sanremo” era già stata decisa.

   Questa brutta tegola non è la prima che si abbatte sul Rallye di Sanremo. Che nel 2004 era già stato tagliato dal Campionato Mondiale Rally, conservando la validità per l’International Rally Challenge (la serie iridata riservata alle vetture Super 2000) e quella per il “tricolore” ma perdendo la denominazione di rally d’Italia. Intenzionati a riportare la loro gara al livello che – per il blasone oltre che per la partecipazione e la buona riuscita organizzativa – le competeva, gli organizzatori matuziani avevano pensato di tornare a far disputare, nel 2010, il rally anche su quegli sterrati toscani su cui era transitato con successo nei primi anni Ottanta. L’idea, però, era stata accantonata per la difficoltà di reperire le necessarie risorse economiche sotto forma di sponsorizzazioni. Fosse stata messa in atto, probabilmente saremmo qui a raccontare un’altra storia. Idem se gli organizzatori del Sanremo – e i vertici dell’automobilismo ligure in generale – fossero un po’ più politici ed po’ meno concreti. Ma di questo, francamente, non ci sentiamo di fargliene una colpa, anzi…

   Gli scenari futuri non invitano all’ottimismo. Gli organizzatori del Sanremo da tempo hanno già detto che la formula del TRA a loro non sta bene, e non solo per il fatto che questa serie prevede la partecipazione della vetture Wrc non ammesse in Coppa Europa, per cui la gara matuziana ha validità. Il progetto di sconfinare in Toscana resterebbe ancora nel cassetto, poiché la serie non prevede prove sullo sterrato. Per protesta, oltre che per delusione, infine, l’Ac Sanremo potrebbe addirittura decidere – come sussurrano “rumor” e forum vari - di non organizzare la gara. E questa sarebbe l’ipotesi più drammatica con conseguenze terribili su tutto e tutti: dalla Città dei Fiori, che nel periodo del rally è solita fare il “pieno” a livello di ricettività turistica, all’automobilismo sportivo ligure, che in tal modo avrebbe ancor meno peso politico a livello nazionale. Fa male dirlo ma al declino della nostra regione non sfugge neppure lo sport. E Sanremo senza il suo rallye non sarà più Sanremo. (e.bur./11 nov.)