Anche Caliro tra i candidati alle elezioni degli Organi Sportivi Aci

Nella giornata di lunedì 17 dicembre, presso le sedi provinciali degli Automobili club, si svolgeranno le elezioni degli Organi Sportivi Aci per i quadriennio 2013 – 2016. In lizza anche due tesserati genovesi: Eligio Clemente, Delegato regionale Csai per la Liguria, e Raffaele Caliro, ex co-pilota ed ora presidente della scuderia Racing for Genova, il primo candidato quale rappresentante del Commissario sportivo nazionale, il secondo per i rappresentanti delle Scuderie. Se la candidatura di Clemente, che dal 1985 è la massima carica per l’automobilismo sportivo nella nostra regione, poteva in qualche maniera essere prevedibile, quella di Caliro è saltata fuori un po’ a sorpresa. “Mi sono candidato – puntualizza Raffaele Caliro - perché Gino Bruni e lo stesso Eligio Clemente, due persone che io stimo molto, mi hanno convinto ad avvicinarmi a questa nuova esperienza. Sono stato un buon navigatore, ora ho fondato e porto avanti la scuderia Racing for Genova ed un eventuale incarico sarebbe una sorta di coronamento professionale”.

Dovesse mai vincere, cosa farà?

“Giuro che ascolterò la  base e, nei miei limiti, mi batterò in seno al nuovo organismo per fare ascoltare la voce della base e delle sue problematiche. Chi mi conosce sa che se mi prendo un impegno lo porto sino in fondo…”.

Come primo impegno non è male…

“Se sarò votato, la prima cosa che farò è quella di far capire ai vertici della Federazione che… il burro è finito, che devono cambiare tutto e che si deve fare come in Francia, dove si corre con tutto e con pochi soldi. Cercherò di far capire che i meritevoli vanno aiutati con dei programmi: non chiacchiere ma fatti, per capirci. Mi batterò tanto che l’alternativa all’accettare le mie istanze sarà quella di cacciarmi…”.

In Liguria per i rally non è un buon momento: nel 2013 ce ne sarà uno nuovo ma anche tre in meno del 2012 ed il “Torriglia” va in coda al “Lanterna”…

“Inutile nascondercelo, la crisi c’è  ed ha matrici diverse, tutte facilmente identificabili. Non ci sono più grandi aziende, le medie e, soprattutto, le piccole imprese sono amministrate da imprenditori tirchi e senza una visione di strategie di marketing. C’è mal fidanza da parte di tutti, siamo liguri non c’è da stupirci, sono aumentati i controlli della Guardia di Finanza, l’organizzazione della gare è una voce del redditometro e mancano, tra l’altro, i contributi degli enti locali agli organizzatori. Ed anche quelle poche volte che arriva qualcosa dal settore pubblico, non sono grosse cifre e vengono erogate dopo mesi e mesi dalla gara…”.

C’è crisi per chi organizza gare ma anche per chi corre…

Siamo  alla  frutta – conclude Caliro –  altro che correre… La Federazione deve capire che deve fare le cose per bene: chi corre, paga e, pertanto deve poter coltivare la propria passione in tranquillità e serenità, senza avvertire la sensazione di essere considerato una bella mucca da mungere…”. (6 dic.)