De Tomaso: oltre 1000 operai a spasso

   L'avventura della De Tomaso, e della famiglia Rossignolo che voleva rilanciarla, sembra destinata a terminare mestamente. L'azienda è stata, infatti, sfrattata dallo stabilimento ex Pininfarina di Grugliasco (TO) e ora la maggioranza del pacchetto azionario è in vendita al miglior offerente. Il destino dei 900 operai è in bilico. Quattroruote di ottobre punta la lente d'ingrandimento su una vicenda che rischia di dare il colpo definitivo al tessuto industriale di Torino. Lo stesso Gianluca Rossignolo, figlio del patron Gianmario, intervistato dal mensile ammette le difficoltà del marchio, ma avanza pesanti accuse alla gestione della vicenda da parte della Regione Piemonte: " .. l'ex presidente Mercedes Bresso ci aveva promesso una copertura finanziaria di 18 milioni di euro; poi sono arrivati i leghisti, ovvero Roberto Cote, e hanno bloccato tutto. Certo che siamo a corto di liquidi, ma è perché la Regione ha cambiato le regole del gioco in corsa". Gli risponde l'Assessore al Lavoro della Provincia di Torino, Claudia Porchietto, che accusa la famiglia di assenteismo alle trattative sottolineando come da sempre sia mancato l'appoggio bancario al progetto. A questo punto, l'unica speranza per i 1.100 dipendenti della De Tomaso (950 a Torino e 150 a Livorno, nello stabilimento ex Delphi), la cui cassa integrazione scadrà a fine dicembre, rimane l'arrivo di un investitore straniero disposto ad acquisire la maggioranza dell'azienda. Per ora non si fanno nomi, ma la prospettiva che la produzione della Deauville, lanciata allo scorso Salone di Ginevra (in marzo), sia spostata altrove è alquanto realistica. Le parole dello stesso Rossignolo sembrano non lasciare molti dubbi sulle intenzioni future: "A noi piacerebbe molto rimanere a Torino. Ma chi ci mette i soldi comanda". (29 set.)