Saab: approvato il piano di riorganizzazione

   Il piano presentato alla Corte Distrettuale di Vänersborg ha avuto il consenso dei creditori che hanno approvato la continuazione dell’attuale fase di riorganizzazione.

   Il piano, sviluppato dal management di Saab e approvato sia dall’attuale sia dalla futura proprietà nonché dall’amministratore della riorganizzazione, Guy Lofalk, mette in luce gli interventi e gli scenari che il nuovo assetto societario garantisce. Dal documento emergono i provvedimenti che consentiranno a Saab di riprendere la produzione, di ampliare il proprio portafoglio prodotti e di accedere ad alcuni tra i più vasti mercati mondiali, posto l’ottenimento delle necessarie approvazioni di tutte le terze parti coinvolte (NDRC, EIB, Governo Svedese, ecc.).  L’impegno dei nuovi acquirenti, Youngman e Pang Da, si tradurrà da subito nel supporto finanziario necessario per la prosecuzione della  riorganizzazione. Ad esso si aggiungeranno 600 milioni di Euro che verranno utilizzati per la ripresa della  produzione e per finanziare gli investimenti a medio termine (2012-2013). E’ prevista l’espansione della gamma prodotti e l’avvio di  nuove operazioni in Cina, sfruttando i punti di forza specifici delle tre  parti in causa: valore del marchio, tradizione, portafoglio prodotti e know how, riferiti a Saab nella costruzione di automobili, nonché le capacità distributive, produttive e l’accesso al credito di Pang Da e di Youngman in Cina. La riorganizzazione prevede anche razionalizzazione e ulteriore riduzione dei costi strutturali, che determineranno una diminuzione della forza lavoro di circa 500 unità. Una rinnovata ed ampliata gamma di automobili, una struttura dei costi più flessibile,  piattaforme tecnologiche modulari valide per l’intera linea di prodotti, sono, insieme alle opportunità di crescita generate da Pang Da e Youngman, la chiave di volta per la Saab del futuro. Secondo il piano, le previsioni di vendita per il 2012 indicano 35-55 mila unità e 75-85 mila nel 2013. Nel lungo periodo, la crescita conseguente all’ampliamento della gamma e all’accesso al mercato cinese porteranno le vendite intorno alle 185-205 mila vetture l’anno. Il ritorno al profitto è previsto a partire dal 2014. (2 nov.)