Il trofeo Automotoretrò fa spettacolo sulla pista della Cerrina

 Dopo sei anni di assenza è tornato il Trofeo Automotoretrò, manifestazione riservata alle auto storiche e da collezione, che ha portato sulla pista del Cerrina Race Track una sessantina di vetture. La formula, particolarmente innovativa, prevedeva una gara di regolarità da svolgersi ripetendo al centesimo di secondo il tempo sul giro assegnato. Dopo due giri di ricognizione, che hanno permesso agli equipaggi di familiarizzare con l’asfalto umido dell’impianto alle porte di Torino, è scattata la prima delle due manche di sei giri caduno con tutti i partecipanti impegnati a divertirsi sulle impegnative curve del tracciato tenendo costantemente d’occhio il cronometro. Subito dopo pranzo la seconda manche di qualificazione di altri sei giri che ha promosso i ventiquattro finalisti suddivisi in quattro batteria. Il successo finale è andato ad Ezio Canuto, Alfa Romeo 1750 GT, che ha superato di appena 11 penalità il costante Luciano Cacioli, Innocenti Mini Cooper, che ha ripetuto la stessa prestazione cronometrica delle qualificazioni, quando aveva siglato la miglior prestazione in entrambe le manche. Canuto invece ha ridotto drasticamente il suo margine di errore andando così a vincere senza ombra di discussione. Terza piazza per la Volkswagen Golf GTI di Giampiero Pistone, che nella finale ha cambiato passo scavalcando ben quattro avversari che lo avevano preceduto nelle fasi eliminatorie. Ha superato di poco il giovane figlio d’arte Armando Fucelli, Innocenti Mini Cooper 1300, per una volta la volante affiancato da papà Maurizio. Ma il Trofeo Automotoretrò non è vissuto solamente sulle sfide al centesimo di secondo, ma anche sul piacere di portare in pista delle vetture affascinanti. Fra queste, senza dubbio, si segnala la Jaguar XK140 di Ezio Sisco, una splendida spider inglese degli anni Cinquanta, mentre gli amanti delle vetture da competizione hanno sentito pulsare forte il cuore per il rombo del compressore volumetrico della Lancia 037 nei colori Martini di Alessandro Fissolo. Altre classiche di prestigio sono state la Triumph TR3 di Riccardo Rossi, l’Alfa Romeo Duetto, con la classica e rara coda “osso di seppia” di Tommy Macrì, la Giulietta Spider di Guido De Rege e la Fulvia Sport Zagato di Piero Vanzetti; numerose le auto di estrazione corsaiola, come la Opel Kadett GT/E di Paolo Benedetto, la Talbot Lotus di Guido Dogliani, l’Alpine A110 di Renato Madurini e le numerose Porsche 911, 124 e 131 Abarth. Fra i partecipanti da segnalare la presenza di Mario Cavagnero, storico erede di Virgilio Conrero” che si è presentato in pista con una Opel GT in assetto pistaiolo e la giovanissima, appena diciottenne, Francesca Mosso con la Lancia Fulvia Coupé. Ammiratissime, anche se non sono scese in pista, le vetture della famiglia Cesaro. Aldo ha portato una splendida Alfa Romeo 2300 degli anni Trenta, mentre il figlio Valter si è presentato al volante di una poderosa Bugatti 35 del 1927. A contorno della manifestazione si è svolto un incontro di cinquecentisti curato dalla Lavazza Tecno capitanata da Piero Lavazza (che ha anche avuto occasione di raccontare numerosi aneddoti di quanto lui, come pilota, era uno dei protagonista delle gare a Cerrina). Molto spettacolare ed altrettanto corretto è stato il duello fra il pilota ufficiale della Lavazza, il messinese Pippo Anastasi, sulla Giannini 700 Gruppo 2, e lo specialista degli slalom e delle salite Flavio Contin, con una 700 Gruppo 5. Per diversi giri i due hanno lottato sportello contro sportello mandando in apnea il pubblico assiepato dietro le reti. Poi Contin ha passato il pilota siciliano con una staccata perfetta ed ha potuto effettuare i giri successivi ingaggiando nuovi duelli con altri piloti in pista, in un pulsare assordante delle splendide “zanzare” bicilindriche. L’appuntamento ora è con l’edizione 2011 di Automotoretrò in programma nei padiglioni di Lingotto Fiere, a Torino, dall’11 al 13 febbraio. (22 ott.)