Storia di una Ferrari dal passato sfortunato

La recente presentazione della Mille Miglia 2018, con l'annesso controllo a timbro in Liguria, a Sarzana, ha risvegliato emozioni e ricordi ai fotografi Nicolas Rettagliati e Christyne Varesano, che hanno seguito le ultime edizioni per questo portale.


Una menzione particolare merita la vettura portata in gara da due fratelli provenienti dalla Germania. Si tratta della vettura numero 203 pilotata da Andreas e Nathalie Pohl. La vettura in questione porta il Cavallino Rampante come fregio; è denominata Ferrari 275/340. Come mai ci sono insieme due sigle che identificano due modelli distinti? Facciamo un po’ di chiarezza.


La sigla deriva delle profonde trasformazioni alle quali la vettura fu sottoposta. La 275 è uno dei modelli più rari e ricercati, poiché fu il primo a montare il motore a 12 cilindri ( fu progettata dall’Ingegner Lampredi ) e come gli appassionati ricordano il suono e la grandezza di quel motore fu l’orgoglio di Enzo Ferrari che lo fece montare su i suoi bolidi più belli.


La vettura originale, ossia quella che abbiamo potuto ammirare alla MM 2017, porta stampigliato sullo chassis il numero 030MT. Il numero pari della numerazione indicava sempre una vettura da gara ( ad esempio un numero dispari, 031, indicava invece una vettura stradale ) fu protagonista, quindi, dal 1950 e nei successivi quattro anni, alla vera Mille Miglia. Il motore era lo stesso che veniva montato sulle Formula 1 dell’epoca, tanto è vero che il propulsore fu installato su questa vettura per testarlo in vista del campionato.


La Barchetta venne guidata da due assi del calibro di Alberto Ascari e Gigi Villoresi. Purtroppo alla prima apparizione, nel 1950, i due furono costretti a ritirarsi ( erano primo e secondo, ma per noie meccaniche si dovettero ritirare nei dintorni di Pescara ). Nel 1951 la vettura cambiò motore; la sua cilindrata passò da 3300 cc a 4100cc e il nome del modello venne cambiato in 340 ( è il numero della serie che montava questo motore ). Da qui la doppia denominazione Ferrari 275/340.


Sempre nel 1951 la vettura passò di mano, dalla Scuderia Ferrari a quella del Fratelli Marzotto, i quali la portarono in gara alla MM ’51 ma si ritirò nuovamente dalla corsa bresciana. Ci riprovarono nel 1952, ma fu inutile, ennesimo ritiro. Cosi nel 1954 venne ceduta ad un pilota di nome Angelo Bacchini, il quale non riuscì nemmeno a prendere il via!


Arrivati a questo punto avete un po’ di curiosità sulla sorte della protagonista della storia? La vettura avrà visto il traguardo dell’edizione 2017? La risposta, finalmente, è positiva! I due fratelli hanno portato sul palco della città lombarda questa stupenda vettura, e di sicuro continueranno a gareggiare con essa nonostante il suo passato sportivo un po’ sfortunato. (12 nov./ph Nicolas Rettagliati)